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La Sartoria Napoletana

L’eleganza maschile abita a Napoli. Qui si è affermata una scuola sartoriale che fiorisce e si rigenera dal 1351, quando nella chiesa di Sant’Eligio al Mercato nasceva la Confraternita dei Sartori. E che dagli anni 30 del Novecento è sinonimo di comfort e leggerezza, in contrapposizione al rigore intransigente del bespoke inglese. Dalla nobiltà europea di una città che è stato fulcro della cultura settecentesca, agli inizi del Novecento, i maestri della scuola napoletana nelle piccole botteghe o nelle grandi aziende di Arzano sono il riferimento indiscusso per gli uomini di classe. Lo sapeva bene Lina Wertmüller, che scelse di vestire il suo Pasqualino “Settebellezze” Frafuso, alias Giancarlo Giannini, con capi di tailoring made in Napoli nel suo percorso per farsi largo nella società, aspirando a onore e rispetto.

"Imbastire un abito, cucire un sogno"

Cit: Antonio Isacco

Bespoke

Intervista Raffaele Isacco

Finiti gli studi liceali, mi iscrivo all’Università di Giurisprudenza a Napoli. Contemporaneamente aiutavo mio padre nella gestione dell’attività. Però, una volta conclusi gli studi, capisco di voler dedicare la mia vita lavorativa all’attività di famiglia.

L’attività è principalmente a conduzione familiare, nonostante ciò siamo dotati di un piccolo team di aiutanti che hanno sempre lavorato accanto a mio padre. La cosa importante, è che la vera sartoria napoletana è composta dal sarto che viene affiancato da una squadra di professionisti specializzati nei vari settori.

Il nostro lavoro è rivolto ad una clientela medio-alta, nonostante ciò cerchiamo di dare la possibilità a tutti di avvicinarsi all’arte degli abiti su misura.

Si, l’artigianato ha il compito di portare avanti la tradizione ma allo stesso tempo deve adattarsi alla modernità. Di conseguenza, una piccola percentuale, bisogna riservarla alle formule di tecnologia moderna. Nonostante ciò, il classico passaparola resta inesorabilmente gratificante.

Mio padre mi ha insegnato l’onestà. Bisogna sempre essere onesti nei confronti dei clienti, anche a discapito del proprio profitto.

Per me la moda è mettere in risalto i propri valori interiori ed esteriori, senza trascendere nella volgarità. Siamo contrari alla moda di massa, l’abito deve essere tuo e deve rappresentare la tua personalità

Il nostro obbiettivo è cercare di diffondere la cultura dello stile e del gusto in tutto il mondo.